English Italiano Stampa questa pagina La sfida dell’Unità per la psicologia transpersonale – nel mondo e come pratica clinica

Judith MillerL’Unità come concetto spirituale o psicologico non è accettato nel campo della psicologia, della psichiatria e persino dalle religioni organizzate.

Tutti noi conosciamo l’etichetta “idee di riferimento” messa addosso a coloro che si trovano a ragionare su alcuni eventi in termini di sincronicità, convergenza di energie, in modo da sentirsi dissolvere nell’Unità.

Come terapeuti ci viene insegnato ad aiutare le persone a rispettare i confini, a differenziare loro stessi dagli altri, e quando vi siano dei conflitti con altre persone –che siano la madre, il supervisore, gli amici, il compagno – insegnamo loro a porre un netto limite tra loro stessi e chiunque possa essere di nucumento. Siamo anche molto decisi riguardo al tema del transfert e contro-transfer, e siamo allertati riguardo alla difficoltà che sorgerebbero se i terapisti ed i clienti facessero del due-uno tra di loro.

Oltre a tutte queste sfide cliniche, la visione post-moderna del mondo più accreditata non accetta l’Unità, al contrario ci viene detto di riconoscere, rispettare e persino perpetuare, la cultura ovvia e sottile della diversità e delle differenza tra le persone. In questo modo non ci può essere verità Assoluta o coscienza dell’Unità.

Io ritengo che se il movimento transpersonale vuole portare la cultura dell’Unità nel mondo multiculturale ognuno di noi deve esplorare e confrontare i suoi conflitti interni e le divisioni in maniera ancora più profonda di quanto non abbia fatto finora.

Il proposito di questa mia discussione è di sollevare la questione se i terapisti e  i guaritori transeprsonali stiano, inconsapevolmente, portando I conflitti e le divisioni tra di loro nel lavoro psicologico e spirituale che essi svolgono sugli altri. E’ solo attraverso tale intuizione e consapevolezza personale che noi, come movimento, possiamo fare del due l’Uno assistendo gli individui e la società ad elevare il loro livello di coscienza dove dovrebbe essere al giorno d’oggi.

 

Judith S. Miller Ph.D.
Psychology Professor of Human Development, Columbia University, New York, USA

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