Nel 1999 nel corso del Convegno Internazionale l’Eredità della Tribù svoltosi a Milano presentammo il testo: Contributi per un Manifesto Transpersonale.
E’ nostra intenzione ora, in occasione della 11th European Conference, ampliare il documento con la partecipazione di tutta la “tribù transpersonale” sparsa nel mondo.
La proposta , per chiunque lo desideri, è descrivere con frasi brevi (max 10 righe) il contributo che, a suo avviso, la visione transpersonale può fornire nei diversi contesti: educazione, società, economia, politica, ecologia, arte.
Durante la 11th European Conference si arriverà all’elaborazione di un documento finale che verrà presentato ai partecipanti e ai media, invitati per l’occasione.
Impressum
The EurotasItaly2009 is presented by Associazione Om and directed byProf. dott. Pier Luigi Lattuada
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Contributi per un manifesto transpersonale
Si racconta che intorno agli anni sessanta un missionario tedesco dagli occhi azzurri si recò presso una tribù indigena del Mato Grosso che aveva appena subito il primo contatto con l’uomo bianco. Dopo pochi giorni venne ritrovato legato ad un palo e senza gli occhi. Agli indios, evidentemente, erano piaciuti quegli occhi azzurri e se li erano presi. Alla base di questa storia stanno i diversi presupposti del missionario e degli indios. Con buona probabilità uno dei presupposti del missionario era: Solo in Cristo c’è la salvezza, bisogna portare la salvezza tra i popoli primitivi. I presupposti degli indios dovevano essere di altro tipo: se prendiamo quegli occhi ci impadroniamo della loro forza.
Alla base di qualsiasi storia si possa raccontare ci sono dei presupposti. Questi costituiscono l’elemento fondante di ogni teoria scientifica, di ogni disciplina od azione umana. Il problema è che molti di questi presupposti sono impliciti, dopo averli acquisiti li diamo per scontati.
Dice il saggio: se non conosci i presupposti sui quali si basa il tuo agire, agisci sulla base di presupposti che non conosci. Vale a dire che sono i presupposti ad agire in tua vece.
Quando vogliamo realmente sapere cosa stiamo facendo, se vogliamo elaborare sistemi di conoscenza che forniscano garanzie di validità, se vogliamo aumentare il nostro grado di libertà e di “potere personale” dobbiamo avere ben coscienti quali sono i presupposti sui quali ci basiamo.
E’ nostra intenzione elencare qui di seguito i presupposti che condividiamo e sui quali si basa il nostro pensare, il nostro sentire, il nostro agire, oltre che la teoria e la pratica Biotransenergetica. Si tratta di una serie di presupposti, la quasi totalità dei quali vengono condivisi da millenni dalle più diverse tradizioni spirituali e dalle altre principali linee di pensiero transpersonale, come ci ricorda Charles Tart nella sua opera Psicologie Transpersonali.
L’intento è formulare una proposta che serva da traccia per la stesura di un “Manifesto Transpersonale” da sottoporre all’approvazione e alla sottoscrizione da parte di tutti coloro che vi si riconoscano: scienziati, artisti, intellettuali, viaggiatori spirituali, donne e uomini di buona volontà, ecc.
Manifesto Transpersonale
A proposito dell’universo
- Siamo tutti fratelli. L’universo è un flusso interconnesso di eventi percorso dalla coscienza che è un flusso incessante e illimitato. I limiti esistono solo nella mente dell’uomo.
Il mondo minerale, vegetale, animale ed umano, i mondi sottili dello spirito esistono uno dentro l’altro ed uno per l’altro. - L’universo non è solo quello fisico conosciuto dalla scienza materialista e dai cinque sensi.
Esistono eventi spirituali che trascendono la percezione sensoriale ma che sono altrettanto reali quanto gli eventi fisici misurabili. Si pensi a fenomeni quali l’aura, i chakras, le entità spirituali, le forze elementali, ecc. - La nostra comprensione dell’universo è direttamente influenzata dal nostro modo di essere e di conoscere.
La mia visione del mondo dipende dalla posizione dalla quale lo guardo, vale a dire dal mio stato di coscienza.
A proposito della natura umana
- Ciascuno di noi possiede una “natura intima”, essenziale, fondata biologicamente, naturale, innata.
Questa natura è in parte specifica della persona, in parte caratteristica dell’intera specie. Essa sembra essere “intrinsecamente buona”. Contiene i bisogni fondamentali, le emozioni e le capacità umane fondamentali, le potenzialità, i talenti, gli equilibri fisiologici e temperamentali, l’attrezzatura anatomica e così via. - L’educazione, le aspettative culturali, i condizionamenti, le paure soffocano la nostra “vera natura”.
- L’esistenza di ogni individuo è un processo di autorealizzazione della propria “vera natura” o essenza spirituale.
- Il processo di autorealizzazione non si ferma all’intelletto ma procede verso qualità più elevate quali: amore, saggezza, umiltà, compassione, fiducia, consapevolezza, pazienza, condivisione, solidarietà, rispetto, ecc..
- L’individuo non si esaurisce nelle parti fisiche che lo compongono, ma in quanto unità bio-psico-spirituale, presenta una serie di livelli interconnessi che vanno dal fisico all’emotivo, al mentale, allo spirtuale.
- La vita dell’individuo non incomincia con la nascita e non finisce con la morte, ma rappresenta un momento nella giornata evolutiva della “coscienza universale”.
Lo spermatozoo e l’ovulo che mi hanno generato erano vivi prima che io nascessi ed il ricordo di me continuerà ad agire nel mondo anche dopo che sarò morto. Quando comincio? Quando finisco? Stabilirlo è un arbitrio. - Mediante l’esperienza interiore l’individuo può gradualmente liberarsi dalla sua storia personale e dai suoi attaccamenti psico-fisici, sviluppare le sue qualità più genuinamente umane e realizzare la sua “vera natura”.
L’esperienza interiore è come lo scalpello dello scultore che, giorno dopo giorno, modella il marmo grezzo e, togliendo il superfluo, dà forma alla bellezza dell’opera d’arte che stava celata nel blocco di pietra. - Esistono, oltre all’energia fisica che introduciamo nel corpomente con il cibo ed il respiro, altre sorgenti di energia alle quali è possibile attingere.
Si pensi alla forza che spinge gli alberi verso l’alto, al fervore della primavera, alla freschezza di una fanciulla in fiore, alla forza della fede o dell’anelito spirituale, all’amore materno, ad una notte nella foresta o ad un alba sull’Himalaya. - Il dolore, i conflitti sia emotivi che sociali e la malattia non sono semplicemente nemici da combattere, ma alleati che contengono in sé un potenziale creativo fonte di significato, insegnamento e forza.
Padroneggiando l’ascolto e l’auto-osservazione noi possiamo consentire al potenziale creativo del sintomo o del conflitto di dispiegarsi mediante immagini, emozioni, sensazioni, bisogni, desideri, ricordi, suoni, azioni, intuizioni, ecc. - Il processo creativo è il risultato di un flusso archetipico che accede al campo di coscienza dell’individuo che crea.
- L’arte è espressione archetipica, senza passato né futuro che si esplica nell’immediatezza dell’atto, nell’autopresentazione di forma e colore.
Dove il colore è colore ma scaturisce da un “oltre” che non ha memoria, dove la forma è sempre una forma ma attinge ad un’idea nomade e universale priva di appartenenza ma viva di potere spirituale. - L’amore è la sorgente della vita. Dolore e malattia sono prima di tutto la conseguenza della nostra incapacità di amare.
A proposito di coscienza
- Tutte le forme di vita, minerali, vegetali, animale, umane, spirituali, sono percorsi dal flusso della coscienza e sono degne di amore e rispetto.
- Esistono forme di coscienza a diversi livelli di evoluzione e complessità.
Esistono forme di coscienza individuali e collettive. Esistono forme di coscienza “superiori” che ci assistono, ci orientano. Esistono forme di coscienza “inferiori” e/o sofferenti. - Il cervello e il sistema nervoso non sono la sede, bensì uno strumento della coscienza la quale è reale quanto il cervello stesso.
Nessun adulto in pieno possesso delle sue facoltà psichiche sarebbe così sciocco da pensare che la televisione sia la sede dello spettacolo che trasmette. Allo stesso modo appare una illazione poco sensata quella di ritenere che la coscienza sia esclusivo prodotto dell’attività cerebrale. - Esistono diversi stati di coscienza, ognuno dei quali è espressione del livello di coscienza che sta attuando in quello specifico contesto.
Così come ogni stazione radio si trova su di una precisa frequenza d’onda e trasmette un programma specifico, allo stesso modo ogni stato di coscienza è espressione di una particolare vibrazione e produce determinati stati d’animo, pensieri, ricordi, comportamenti, ecc. - La mente quando opera in modo “duale”, razionale è responsabile di stati ordinari di coscienza. E’possibile mediante la pratica interiore accedere ad una condizione della mente “unitiva”, estatica, trascendere lo stato ordinario e accedere a stati non ordinari di coscienza.
- La conoscenza razionale è arbitraria, l’insight o comprensione intuitiva raggiungibile mediante le istanze della mente estatica consente l’accesso alla vera natura delle cose come sono.
Proposito di personalità
- La personalità rappresenta una sovrastruttura dell’individuo, un prodotto della cultura e dell’educazione che va gradualmente trascesa se si vuole accedere alla propria “vera natura”.
- La disponibilità a disidentificarsi dai tratti della propria personalità è condizione essenziale per accedere alla dimensione spirituale.
- Spesso una personalità ben adattata ai valori della propria cultura è il risultato di una identificazione con schemi illusori che vanno messi in discussione per accedere alla vera comprensione di sé e del mondo.
A proposito di corpomente
- Gli stati emotivi sono direttamente connessi agli stati di coscienza. La repressione o il rigido controllo delle emozioni determina una cronicizzazione della coscienza che ostacola il processo di realizzazione.
Nel mondo della scuola, del lavoro, negli ambiti scientifici e religiosi dominanti, nei rapporti sociali, quindi nella stragrande maggioranza delle situazioni della nostra vita le emozioni sono considerate un fattore di disturbo da reprimere o da controllare. Ma le emozioni sono la manifestazione, come ci ricorda reich, di quel “moto espressivo biologico” che è l’essenza stessa della vita. - Ogni patologia, anche organica, è direttamente connessa alla incapacità di gestire le proprie emozioni. La gestione degli stati emotivi è fonte di realizzazione.
Gestire le proprie emozione significa entrarne in contatto, esprimerle e trasformarle mediante l’osservazione consapevole e la graduale disidentificazione. - L’amore, la compassione, la solidarietà, la pazienza, l’umiltà, la condivisione, le qualità più genuinamente umane, che siamo in grado di offrire al mondo sono la cura di prima elezione per qualsiasi malattia.
- La sessualità esprime la forza creativa stessa della vita. Prenderla in esame significa attingere alla fonte primaria del nostro “essere nel mondo”.
- La mancata comprensione della vera natura della sessualità, la sua repressione, negazione o deliberata mistificazione, sono stati e continuano ad essere tra i maggiori responsabili delle miserie dell’umanità.
- Esiste una condizione non ordinaria di coscienza attraverso la quale è possibile accedere a realtà extrasensoriali, connettersi con l’intero universo e attingere a verità presenti da sempre nella profondità del nostro essere.
- L’immaginario, il mondo dei simboli e degli archetipi interiori, il contatto con forze elementali ed entità spirituali possono essere fonte di profonda comprensione.
- La fede non è adesione acritica a dei dogmi, ma frutto dell’esperienza interiore di una realtà spirituale.
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Solo nel relazionarsi, egli può ri-creare l'immagine del Tutto da cui proviene e ri-conoscere l'unità sottostante il mondo fenomenico
With a spiritual worldview as the basis for a new economy, the psychology of greed and selfishness is replaced with the psychology of collective welfare and cooperation as Humane Physics under Ekalavya Multiversity.
HUMANITY AND NATURE
The relationship between humanity and nature was a highly contentious issue in the group discussion. In the view of several participants, human beings are creatures like all others, are fully integrated with and dependent on nature, and must submit to natural realities.
Human beings are integrated with and dependent on nature, our species plays a unique role which must be fully acknowledged.
Human beings are part of nature in that they are biological entities, have evolved along with the planet's other life forms, and support their existence by converting low-entropy resources into high-entropy wastes.
Our species is unique in that we possess acute self-awareness, high intelligence, advanced technical capabilities, and have the resultant capacity to decisively impact the other life forms and the earth's environment. It is this potential impact that separates us ethically from the planet's non-human inhabitants.
When you hate me or when I hate you, one try to destroy the other, may be we destroy each other. You will dissapear or me dissapear, or both. But if you don't exist, me don't exist.
There is another possibility to destroy each other. You will not exist or I shall no exist in the love. You disappear, me dissapear. And so emerge I-You.
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