Vivere e morire: migliorare le relazioni terapeutiche attraverso l'accettazione della morte nell'approccio transpersonale esperienziale
Scopo: essere consapevoli della sofferenza collegata alla morte dei pazienti e alla mortalità e trasformarla in un modo più sano. Per essere più liberi dalla paura della morte, credenze insane, conflitti irrisolti, e per essere in grado di accettare la sacralità della morte al fine di risparmiare energia per la vita e per essere più disponibili e autentici nelle relazioni terapeutiche.
La paura della morte, reale o simbolica, è molto frequente in oncologia. È un'emozione forte che facilemente si amplifica basandosi sulla memoria emozionale di situazioni simili, direttamente dal sistema limbico. (Davidson). Questo lavora soprattutto al di fuori della consapevolezza e spesso rimane sconosciuto. Analogamente a qualsiasi emozione forte, che inevitabilmente peggiora l'atività personale e sociale, e in particolare la relazione tra il team di oncologia ed il paziente, specialmente se ciò non è riconosciuto (Grossman, Wilber, Maslow). Specifiche tecniche sono conosciute per rallentare l'attivazione emotiva e neuro-endocrina (Davidson, Aragona, Lazar, Lutz, Montecucco, Posner, Salomons, Wager, Le Doux).
Dato che la parte principale della relazione terapeutica è inconscia, ed i medici, gli infermieri, di solito non sono specificamente formati per essa, la paura della morte non riconosciuta e non elaborata attiva fortemente il sistema limbico e può indurre sofferenza, angoscia, burnout, e / o relazioni terapeutiche nocive.(Muscatello, Davidson, Kubler-Ross).
Il modello transpersonale mente-corpo-spirito è particolarmente utile in questo contesto (Grossman, Wilber, Vaughan) perchè si approccia alla sofferenza sui diversi livelli: dal conscio all'inconscio, dal corpo alle emozioni, alla mente e alla società, dal razionale al non razionale, creativo, intuitivo, le peak esperienze, rispettando e dando potere alle attitudini-bisogni intimi individuali.
Questo è stato ampiamente applicato da Joules Grossman,a San Francisco e in Italia, e migliorato da noi, dal 1983 ad oggi.
Gli ultimi 3 corsi sono stati condotti a Messina (2007, 2008, 2009) con crediti ECM (n.1127-268104 e 8005711 e 9010114, con 12 e 17 crediti ognuno: http://www.ministerosalute.it/ecm/ecm.jsp).
Metodo: usando l'approccio transpersonale mente-corpo-spirito ogni partecipante sarà incoraggiato ad esplorare direttamente la sofferenza conscia ed inconscia collegata alla morte a livello personale ed interpersonale (Wilber, Grossman).
Tecniche e procedure:
- La Bioenergetica permette l'esplorazione del mondo fisico-emozionale conscio ed inconscio.
- Il Role-playing permette di focalizzare la sofferenza e i meccanismi coinvolti in essa.
- La Metamusica permettela sincronizzazione del cervello a livelli bassi (theta, delta brain waves), e l'attivazione della corteccia frontale sinistra che rallenta l'amigdala e permette di andare in un rilassamento profondo, in stati meditativi e creativi, l'integrazione di tutti i livelli di consapevolezza e il benessere.
- La meditazione e l'immaginazione guidata permettono l'esplorazione profonda di un mondo inconscio collegato alla morte, al fine di riportarlo alla coscienza e cominciarne l'elaborazione. L'espansione della coscienza, le peak experiences, la creatività, l'espereinza dell'interezza, e la spiritualità sono coinvolti in questo processo.
- La condivisione delle esperienze di emergenza possono essere rapidamente elaborate nel setting transpersonale e trasformate in un modo più sano.
Nel setting esperienziale ogni partecipante resterà in contatto con la sacralità della morte e della vita, così come con il proprio mondo inconscio, i propri bisogni, credenze ed emozioni, il senso della vita e della morte, la realizzazione del Sé e la spiritualità.
Essere più in confidenza con la morte e la mortalità a tutti i livelli del nostro essere, da quello fisico-emotivo, a quello mentale, sociale e spirituale, induce più entusiasmo nella vita e più la disponibilità e l'autenticità nei rapporti interpersonali(Wilber, Grossman, Maslow, Vaughan, Siegel, Le Shan, Aragona, etc.).
I risultati saranno discussi in gruppo.
M. Aragona, professore di Bioetica all'università di Messina.
Psicoterapeuta all'Hospice del Policlinico di Messina.
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