Nuove dinamiche per la psicologia dinamica
ABSTRACT
L’aggettivo “dinamico”, che attualmente viene associato al sostantivo “psicologia” per indicare la psicoanalisi, cominciò ad essere utilizzato nella seconda metà dell’ottocento in differenti campi, dalla filosofia alla neuro-psichiatria, con una notevole quantità di significati: ad esempio, fu usato per designare l’aspetto fisiologico in contrapposizione a quello anatomico, quello funzionale contrapposto con quello organico, quello regressivo in contrasto alla condizione attuale, ed esprimeva nello stesso tempo l’aspetto energetico.
Nella psicoanalisi classica il dinamismo è per eccellenza quello di tipo conflittuale, che coinvolge l’impulso e le istanze psichiche, determinando l’insorgenza di conflitti e resistenze, altri termini caratterizzanti la cultura della psicologia psicoanalitica delle origini.
Nel corso del tempo, e del decadere di attendibilità delle teorie psicodinamiche classiche, sono state prese in considerazione diverse forme di polarità dinamicamente a confronto, secondo modalità di tipo non necessariamente conflittuale, come, ad esempio, quelle costituite dalla “attenzione” e della “disattenzione” del terapeuta durante la seduta: assumere la qualità dell’attenzione del terapeuta come indicatore della qualità terapeutica stessa conduce la pratica delle psicoanalisi ad incontrare la psicologia del Dharma, che invita a sorvegliare la tendenza alla distrazione ed alla proliferazione della mente promuovendo un costante ritorno all’attenzione nei confronti del momento presente, tramite pratiche di mindfulness.
Gherardo Amadei
psichiatra e psicoanalista A.S.P e S.P.I, è Professore Associato presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di MIlano-Bicocca dove tiene il corso di Psicologia Dinamica Avanzata. Associazione Mindfulness in pratica. Tra le sue pubblicazioni: (2005) Come si ammala la mente. Ed. Il Mulino
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